Il Ciclone Harry e l'Erosione Costiera: la situazione per il Golfo di Gela
Mentre altre zone della Sicilia hanno subito danni ingenti, l'attenzione si concentra sulla resilienza del nostro litorale e le sfide future.
di Redazione Manfria Attiva

Il ciclone Harry, tra il 19 e il 21 gennaio 2026, ha sferzato con violenza le coste siciliane, portando mareggiate eccezionali e gravi fenomeni di erosione. Le immagini che arrivano dalla costa ionica messinese, tra Giardini Naxos e Furci Siculo, mostrano lungomari crollati e spiagge cancellate, con danni stimati oltre i 500 milioni di euro a livello regionale.

Per il Golfo di Gela e, in particolare, per la spiaggia di Manfria, le fonti attuali non riportano danni diretti così devastanti e visibili. Questo non significa che il nostro litorale sia immune al problema dell'erosione. Anzi, la Sicilia è un territorio fragile: il 77% delle sue coste è già compromesso da questo fenomeno silenzioso e costante.
Le tempeste come il ciclone Harry non fanno che amplificare una situazione preesistente. L'erosione costiera è un processo complesso, guidato da più fattori. Le mareggiate intense, ad esempio, "zappano" i sedimenti, portandoli verso il largo e scalzando il fondale. Questa perdita di sabbia, spesso permanente, impoverisce le nostre spiagge.
A ciò si aggiunge l'impatto della crisi climatica. Dal 2009, la Sicilia ha registrato oltre 302 eventi meteorologici estremi, ben 45 solo nel 2025. Questi fenomeni, sempre più frequenti e violenti, sono aggravati da una cementificazione selvaggia che, negli ultimi quindici anni, ha consumato il 6% del territorio costiero. La natura, privata delle sue difese come le dune sabbiose, perde la sua capacità di resistere.
Anche la gestione del territorio ha le sue colpe. Spesso si ricorre a opere rigide, come barriere soffolte, che spostano solo il problema dell'erosione altrove. A Sant’Alessio, ad esempio, 40 milioni di euro spesi per queste strutture non hanno impedito i gravi danni. Inoltre, la riduzione dell'apporto sedimentario dai fiumi, dovuto a dighe e prelievi, contribuisce a indebolire le spiagge.
Legambiente Sicilia, in seguito ai disastri causati da Harry, ha chiesto un cambio di rotta urgente. È fondamentale fermare il consumo di suolo, puntare alla rinaturalizzazione delle dune e abbandonare la cementificazione costiera. Questi "danni annunciati" richiedono un approccio più sostenibile.

Per Manfria, questo quadro generale è un monito. Anche se il ciclone Harry non ha lasciato tracce immediate e gravi sul nostro litorale, dobbiamo rimanere vigili. La bellezza della spiaggia di Manfria e delle sue dune è un patrimonio da tutelare con cura. La consapevolezza della comunità, unita al monitoraggio costante, sarà la nostra migliore difesa contro le sfide che il Mediterraneo ci riserva. Invitiamo tutti a segnalare eventuali cambiamenti significativi sulla spiaggia di Manfria o lungo il litorale gelese. La nostra azione collettiva è essenziale per proteggere il luogo che amiamo.